La scomparsa della Regina Elisabetta: fine di un’era?

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by Francesco Paolo Sgarlata |

La scomparsa della regina Elisabetta, il cui regno è stato il più lungo della storia inglese, riporta alla mente la storia di un altro sovrano con il quale presenta sconcertanti similitudini: Francesco Giuseppe.

Entrambi hanno regnato per un periodo lunghissimo: Elisabetta per settant’anni, Francesco Giuseppe per sessantotto.

Entrambi hanno assistito a cambiamenti epocali mai visti in precedenza, basti pensare che il sovrano austriaco, salito al trono nel 1848 a diciotto anni quando non esisteva la luce elettrica, le automobili o il telefono è morto nel 1916 nel pieno della prima guerra mondiale in un contesto sociale, culturale e tecnologico radicalmente mutato. Lo stesso si può dire per Elisabetta, divenuta regina a venticinque anni nel 1952 cioè nell’immediato dopoguerra con Churchill al governo, la quale ha visto il primo uomo camminare sulla luna e ha assistito all’avvento dei computer e all’era digitale.

Entrambi hanno visto sgretolarsi lentamente i loro imperi, minati da potenti spinte indipendentiste da parte dei Paesi che li formavano. L’impero asburgico agli inizi del 1800 era il più potente dell’Europa continentale, e si estendeva su territori che oggi vanno – senza considerare l’Austria – dal nord Italia a parte della Germania, dall’Ungheria alla Polonia, dalla Romania alla Slovacchia, dalla Cechia alla Slovenia. L’impero britannico, dal canto suo, alla fine della seconda guerra mondiale era ancora il più vasto di tutti i tempi e comprendeva immensi territori – anche se alcuni di essi già inquadrati nel Commonwealth – come Canada, India, Australia, Nuova Zelanda e innumerevoli colonie in Africa, Oceania, Oceano Indiano, Pacifico e Atlantico. Lo sgretolamento dei due imperi è avvenuto lentamente ma costantemente durante la vita dei due sovrani e probabilmente il rispetto per le loro figure, da tanti anni sul trono, ha contribuito non poco a rallentare questo processo dissolutivo.

L’amore e la stima per entrambi i sovrani, infatti, sono cresciuti col durare del loro regno, superando momenti di difficoltà inevitabili in un così lungo lasso di tempo, tanto che i due reali sono diventati figure emblematiche della loro epoca.

Ancora oggi in Austria è palpabile il ricordo di Francesco Giuseppe, divenuto per tutto il mondo un’immagine iconica del suo Paese, così come sicuramente sarà per molti, moltissimi anni per Elisabetta.

Entrambi hanno vissuto il loro ruolo come servizio assoluto, mettendo sempre in secondo piano le loro vicende personali e certamente mai in piazza. Fino all’ultimo hanno adempiuto ai loro doveri istituzionali con una fermezza ammirevole, e anche per questo sono stati tanto amati e rispettati.

Hanno saputo essere e restare un simbolo – l’unica ragione che oggi giustifica l’esistenza della monarchia – sapendo bene come soprattutto nel loro caso il rispetto della forma sia sostanza, con tutti gli onori e gli oneri che questo comporta.

E forse è anche questo che le forze centrifughe hanno prevalso solo dopo la morte di Francesco Giuseppe, il cui impero gli è sopravvissuto solo due anni.

Accadrà qualcosa di simile al Regno Unito? Scozia e Irlanda del Nord decideranno di diventare indipendenti? Il Commonwealth avrà ancora un senso?

Solo la Storia potrà dirci se le analogie tra i due sovrani sono finite qui.

Ma, forse, curiosamente c’è n’è ancora una: in entrambi i casi il nome del loro successore è stato Carlo.

Rendiamo onore a una grande Donna e Regina e auguriamo al nuovo re del Regno Unito un futuro migliore del suo omonimo austriaco.

Lunga vita al Re.

 

Francesco Paolo Sgarlata

Editorial Director

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